5/18/2009

Michele e Gre-ska in concert

"Gresca", in catalano, è l'eccitazione allegra che si crea quando si sta in buona compagnia, ed è questo il nome che Michele e i suoi amici hanno scelto per il loro gruppo. Domenica hanno suonato in un paese vicino, nel cortile interno di una casa-castello di tipo rurale, fondata nel medioevo. Suonano musiche di matrice folk, con fusioni verso la rumba catalana e il jazz. Sono proprio bravi!



Il pubblico ha seguito la musica con attenzione ma non si è lasciato andare agli inviti dei musicisti di ballare al ritmo delle loro musiche...


Un ritratto di Marta, uno dei due organetti diatonici del gruppo. Michele, invece, suona la fisarmonica.

5/16/2009

Sergio Dogliani, da Londra a Girona (passando per Gavoi)

Queste immagini non rendono giustizia all'amico Sergio Dogliani e al suo fascino italobritannico. Originario di Torino, a quel che lui dice —ma secondo me di chiara ascendenza fenicio-punica—, con Sergio ci siamo conosciuti l'anno scorso al Festival di Gavoi. Tra le molte cose per cui vale la pena conoscerlo, ce n'è una che presenta un interesse speciale: è l'ambasciatore dell'esperienza degli "Idea Store", la nuova frontiera delle biblioteche pubbliche come centri di formazione permanente, di cui lui è stato uno dei principali promotori, al municipio londinese di Tower Hamlets. Un amorevole complotto ha reso possibile un suo viaggio in Catalogna, dove ha tenuto due conferenze: a Girona e a Barcellona, di cui però non ho testimonianze fotografiche.
Questa prima foto, un po' sovraesposta, lo ritrae in una passeggiata mattutina al mercatino delle pulci, sulla riva del fiume Onyar.


Le due donne della foto sono state le principali congiurate di questo viaggio copernicano nella galassia bibliotecaria: a sinistra Esther Suriñach, sposata con un sardo e dotata di un eccellente italiano con accento cagliaritano, e a destra Carme Renedo, vicedirettore dell'organismo autonomico che coordina il sistema bibliotecario catalano, che non solo ha propiziato incontri ai massimi livelli istituzionali possibili, ma anche —e soprattutto— ci ha generosamente ospitato nella sua splendida casa sulla collina di Montjuïch (che mi riprometto di fotografare in un futuro spero non lontano).




Ecco Sergio, di fronte e di profilo. Un bronzetto nuragico vivente, se mi si permette questa irriverenza. In ogni caso, veramente un grande. Qui stiamo già aspettando che torni...

5/15/2009

Due immagini non mie


Sono, entrambe, opera di Esther. La prima ci ritrae "al lavoro" (si fa per dire) ad un bar de la Plaça Reial, in pieno Barri gòtic di Barcellona, poco prima della conferenza a cui abbiamo partecipato al Centre d'Art de Santa Mònica. Un osservatore attento potrà vedere il profilo di Carme spuntare da dietro una colonna...
La seconda è ambientata alla "Devesa" di Girona, polmone verde della città, una zona di bonifica popolata da platani imponenti, sotto i quali abbiamo passeggiato in compagnia, tra gli altri, di Quim Curbet, un editore locale, che ha scritto sul giornale di Girona e trascritto sul suo blog una delle migliori sintesi del progetto delle Idea Stores. Grazie a Carme anche per questo contatto.

Girona: Bells Oficis


Questa è la vista di cui si gode dal balcone della stanza del bed & breakfast dove si alloggiava Sergio Dogliani, il nostro amico italo-londinese invitato dal mondo delle biblioteche a parlare di Idea Stores, l'esperienza di cui Sergio è stato uno dei principali promotori.
Bells Oficis è un alloggio in pieno centro, arredato con buon gusto, niente affatto caro, gestito da persone simpatiche... Insomma, non si può chiedere di meglio!


Nonostante la giornata grigia, le case sul lungofiume di Girona mantengono intatto il loro fascino...


La finestra, nella penombra di una giornata grigia, mostrava luci morbide e soffuse.


Bella anche la rampa delle scale, per quanto le luci non fossero il massimo...

Strani fiori a Girona

"Girona, Temps de flors" è una iniziativa che giunge ormai alla cinquantaquattresima edizione, e che riempe la città di decorazioni "floreali" in senso lato, con uno sfoggio di creatività popolare veramente ammirevole. Si potrebbe dire che l'impulso primaverile alla fioritura viene esteso ad ogni genere di oggetto o circostanza; si gioca coi colori, le forme, le composizioni, indipendentemente dal fatto che si tratti, o meno, di fiori "veri" (che peraltro ci sono anch'essi, e in quantità industriali...). Eccone alcuni esempi, il primo dei quali è questa specie di tendaggio pensile, che usa i contenitori monouso del Nespresso per costruire una specie di soffitto cromatico, con l'aspetto di schermo digitale, fatto di minuscoli "bit".


A me è piaciuto molto questo esercizio di surrealismo tecnologico, che parte dalle nervature dei cavi telefonici ed elettrici che spiccano sulle pareti in pietra di questo antico palazzo, per farle fiorire all'interno della propria logica di linfa metallica: il rame e l'oro sono la materia che compone foglie e petali di questi fiori di una creatività elettrizzante...


Gli arancioni profondi di questi immensi petali carnosi che decoravano il soffitto di un edificio publico (se non ricordo male, dedicato all'informazione turistica) non sono altro che tende da trekking in montagna.


Soffioni luminosi, ottenuti applicando a delle lampadine una gran quantità di stringhe di plastica disposte a raggera. Idea semplice e vistosa, di uno studio grafico locale.


Per finire, una immagine del lungofiume, sulle cui acque hanno istallato margheritoni giganti e galleggianti, per ricordare, appunto, che siamo in "tempo di fiori"...

5/14/2009

Per le strade di Girona

Il centro storico di Girona sarebbe tutto da fotografare: è un pullulare di bei balconi di ferro forgiato, di portali nobili in pietra più o meno scolpita, vicoletti deliziosi e dettagli di ogni sorta che richiamano lo sguardo a soffermarsi.


Questa porta corrisponde all'ufficio dell'Ombusdman, qui chiamato "difensore del popolo". Se l'abito fa il monaco, qui a Girona sono ben serviti.


Un'immagine senza importanza, se non fosse per la grazia con cui il guanto da lavoro è stato appoggiato sulla sommità della scopa...



Dettagli sui muri


Rondine sul muro, anzichè sul tetto. Forse non fa primavera, come recita il proverbio, ma ci sta bene, sul dorato immaginario di un tramonto. L'immagine è tratta da questa pittura murale, con delle begonie giganti, che partecipano anche loro della festa.


Sono, in generale, contrario al vandalismo, eppure no so per quale ragione mi attirano tanto questi muri istoriati da graffitari anonimi, che li usano come supporto per le loro scritture più o meno indecifrabili. Forse mi piace il risultato collettivo, l'accumulazioni di interventi di mani diverse, ciascuna con una intenzione propria, che poco o niente ha a che vedere con le altre, eppure vi si combina pressochè alla perfezione...


Un eccezionale esempio di riciclaggio grafico. Il riquadro recitava inizialmente "Segreteria", in caratteri eleganti e sottili. Poi un cambiamento di funzione ha imposto la dicitura "Porteria", in caratteri più grossi per coprire i precedenti. Peccato, però, che il numero di lettere era inferiore e le due parole non occupavano lo stesso spazio. L'ibrido ha creato una "sporteria" che farebbe, forse, le delizie di Stefano Benni...


Per finire, una felce che esplode in tutta la sua esuberanza dalla freddezza petrea di un cortile interno.

5/05/2009

Negozi


Due immagini tratte da un caffè che, se qualcuno aveva dei dubbi, si chiama "El café". Con Sergio, l'abbiamo adottato come base operativa e punto ufficiale di ristoro. Il grande specchio sulla parete permete di intravedere la decorazione del soffitto, una pioggia di fotografie quadrate il cui monotematico soggetto era, manco a dirlo, i fiori. Qui sotto, invece, un dettaglio del pavimento, con mattonelle antiche che io trovo ancora assai moderne.


Giusto davanti al caffé, c'è un antico "colmado", nome che si dà alle drogherie e che, letteralmente, vorrebbe dire "colmo"; e questo, a dire il vero, fa onore al suo nome. Proprio come nello slogan della Rai: di tutto, di più.



Una collezione di antichi manifesti cinematografici e, poco lontano, un campionario di tazze da thè in un negozio specializzato in questo genere di bevande.

4/25/2009

Ritratti cagliaritani


Zia Nanna con Marina. Parafrasando Michael Ende, potremmo chiamarla "la storia infinita", almeno per quel che riguarda la capacità di racconto (e di ascolto, nel caso di Marina...)


Tre cugini presi nella stessa rete. Un'altalena a forma di nido per i nostri tre piccoli deliziosi passerotti.


Tre donne, due generazioni... Interessante il contrasto tra l'indaffaramento delle più giovani, e la "presenza" della più anziana...


Le madri sono le uniche capaci di esprimere con un solo sguardo l'affetto e la riprovazione.

4/20/2009

Tramonto glauco e plenilunio


Skyline di Castello visto da Monti Urpinu, in un tramonto dal cielo indeciso. La Pasqua di quest'anno è stata insolitamente grigia e piovosa.


La festività pasquale è l'unica che combina il ciclo solare e quello lunare (una cosa che ho appreso dall'amico Martí Olivella): cade, infatti, nel primo fine settimana successivo al primo plenilunio posteriore all'equinozio di primavera. Ed ecco, infatti, una luna piena, sia pur seminascosta, che sono andato a fotografare dal faro di Calamosca.


Giochi d'ombre a Castello, vicino al Bastione di Sant Remy.

4/15/2009

Strade di Castello


Queste immagini sono il "bottino" di una passeggiata a castello insieme a Caterina, nei giorni attorno alla Pasqua. Questa portella del gas, o dell'acqua —chi lo sa?— mostrava dei grafismi quasi onirici... Qui sotto, una scritta che non passa inosservata... Disney colpisce ancora?


Il titolo potrebbe essere "Schizzo di cavallo". L'ho trovato su di una finestra salendo dal bastione verso la cattedrale.


Come studio d'arte è tutto un programma. Lo stile, a quanto pare, è informale.


Vasi di fiori per la strada, con protezioni colorate, davanti alla sede de "Is Mascareddas".

4/14/2009

Nuova visita a casa di Enrico


In questo viaggio pasquale, ci siamo potuti ritrovare con Enrico. Le visite a casa sua sono state, negli ultimi tempi, brevi e intense. Mi piace il disordine della sua casa, sempre autentico, creativo e perfino, ai miei occhi, estetico.


Il vero ascolto del saggio (sia pure via telefonino...)


Qui in basso, Enrico con una maschera da coccodrillo, portata dal suo viaggio recente in America latina. Il filosofo non demorde, e a volte perfino morde.