11/08/2009

In visita a Can Cuques

Can Cuques è la casa di Jaume e Montse, conosciuti l'anno scorso ad una conferenza sulla decrescita. Situata in campagna, a pochi chilometri da Manresa, è la sede operativa dell'associazione Meandre, di cui Jaume è presidente.


La zona che anticamente era adibita alla lavorazione del vino è stata completamente rinnovata e diventa un magnifico spazio parzialmente all'aperto che permette fare feste di ogni tipo.


Gioco d'ombre. Da notare la chiocciola che sta proprio sopra l'ombra di una di queste spirali...


A Can Cuques non mancano i galletti. Eccone due...


Interni a Can Cuques

A Can Cuques abbiamo fatto un pranzo buonissimo con molta compagnia, ma io ho fatto solo una foto delle melagrane che abbiamo sgranato con Jaume mentre chiaccheravamo...


Mi dia una bottiglia di luce, per favore...

Alba con Montserrat sul fondo

Tre immagini scattate all'alba di domenica da Can Cuques, con Montserrat sullo sfondo.
Senza parole.



Girona, variazioni sul tema

Dal Montjuïc di Girona, le viste verso la città includono inevitabilmente la cattedrale, sant Narcís e, più in basso, sant Pere de Gallagant. Sabato mattina he fet diversos intents per trobar el lloc i el moment més interessant per disparar una foto...





La valle di Sant Daniel

La valle di Sant Daniel è il parco extraurbano di Girona. Praticamente attaccato alla città, almeno nel suo inizio, diventa rapidamente uno spazio rurale, a pochi minuti a piedi dalla città.


Mi è piaciuto vedere questi cartelli che specificano i nomi catalani di alberi e arbusti, rispettivamente.




Questa è una scultura che troneggia alla fine di un viadotto della variante che taglia a metà la valle. Nonostante le mobilizzazioni popolari, la strada l'hanno fatta lo stesso.

Appunti vegetali

Anche gli alberi hanno i loro ripensamenti...


Ci sono momenti in cui ci si sente mancare il terreno sotto i piedi...


Una pianta di kaki in una casa ora abbandonata. Tanto belli i colori come buono il sapore...



Dalla torre di Sant Miquel

La passeggiata di sabato mattina alla valle di Sant Daniel si è conclusa alla torre di Sant Miquel, in un promontorio dal quale si gode di una vista a 360º, che ho cercato di riprodurre con i mezzi di cui disponevo.In casi come questo, è proprio vero che l'emozione non si può spiegare...


Non dimenticatevi di ingrandire questa foto, sennò non si vede proprio niente!


11/01/2009

Prime luci a Girona, nel giorno dei santi

Quando sono uscito stamattina per fare foto, le pochissime persone che ho incontrato tornavano dalla festa durata tutta la notte. Mattina di Totsants, un festa importante per la città di Girona. Volevo fare molte fotografie e invece ho lasciato la macchina inavvertitamente accesa tutta la notte e mi sono trovato, nel momento della necessità, con la batteria scarica. Ho potuto fare soltanto degli scatti più o meno di fortuna, dall'alto delle muraglie della città. Le albe, non c'è dubbio, sono sempre magiche. Peccato, come dice Benigni, che le facciano così presto...


Girona: Tre scorci

Anche queste foto sono fatte con la batteria scarica, cioè alla cieca. Non avevo energia per vedere l'inquadratura nel visore, nè verificare il tempo di esposizione, etc. Per giunta, se non mi sbrigavo a scattare, la macchina si spegneva da sola. Quindi ho fatto quel che ho potuto. Pochi scatti mal riusciti. Dovrò rifarmi in una prossima occasione. Ecco una simpatica pubblicità-progresso ante litteram: "Per rispetto alla città, non sporcate la parete". Sicuramente hanno trovato un modo pulito per dirlo.


Dale scalinate della cattedrale, uno scorcio del campanile di sant Feliu, davanti al quale si può vedere l'angelo trombettiere, che sta diventando uno dei simboli della città.


Dal colle di Montjuïch si gode di bellissime viste su cattedrale, sant Feliu e il parco della Devesa. In primo piano, in basso, si scorge un dettaglio del campanile della chiesa di Sant Pere, attualmente sede del museo Archeologico.

A Girona: lettere sfuse

Sono stato a Girona, ospite da Carme Renedo, nel fine settimana della festa de Totsants, che a Girona, almeno quest'anno, coincide con la fine delle feste di San Narciso, patrono della città. Sono stato un fotografo negligente, in parte per disguidi tecnici. Diciamo che non ho fotografato niente di ciò che è tipico in questi giorni. Ho preferito uscire a passaggiare di mattina presto, quando non c'è ancora nessuno, e per il resto ho preferito guardare che fotografare. Della quantità impressionante di gente che circolava per le strade non c'è traccia. Peccato. Sarà per un'altra volta.
Queste "lettere molli" (alla stregua degli orologi di Dalí) sono opera di un artista locale di Girona e si trovano davanti all'edificio dell'ex-ospedale, restaurato di recente e trasformato nella nuova sede della delegazione del Governo della Generalitat a Girona.


10/25/2009

Panoramiche a Castelsardo

Per favore, ingrandite le immagini. Entrate almeno un po' dentro a questi spazi aperti sul mare, che sono uno dei regali più straordinari che offre Castelsardo. Bevetevi questo azzurro ipnotico, volate tra questi codazzi di nuvole che testimoniano della libertà tremenda del maestrale. Un proverbio polacco dice: lo stomaco ha bisogno di quiete e l'anima di spazi. Come vedete, Castelsardo fa bene all'anima. E ancor più quando hai la fortuna, come è capitato a me, di partecipare al festival "Controcaos", che si è svolto in questa cittadina della costiera nord della Sardegna dal 15 al 18 ottobre. Per me, una grande esperienza, segnata soprattutto dall'incontro con persone speciali, che spero non scompaiano dalla mia vita tanto facilmente come vi sono entrate.



Ecco, qui sotto, l'alba del primo giorno a Castelsardo (anzi, diciamo un quarto d'ora prima...). Mi è piaciuto molto condividere questa passione per il sorgere e tramontare del sole con Giusi Quarenghi, di cui avevo intravisto alcuni libri e sentito qualche intervento poetico (per esempio, qualche giorno prima, a Cagliari, al festival di Tuttestorie) ma che ancora conoscevo pochissimo. E devo dire che la distanza ravvicinata delle colazioni, dei pranzi e delle cene ha dato adito ad una sorprendente condivisione di complicità elementari, dal cibo in su. Anche questo un lusso.


Dettagli in paese

Immagini scattate a Castelsardo, nel mio vagabondare da turista, senza una meta precisa.





Castelsardo | Viste sul mare

Queste sono, probabilmente, le cartoline della città che mi sarebbe piaciuto trovare nei numerosi negozi di souvenir...





Un discorso a parte merita quest'ultima immagine, in una giornata particolare, per il clima sia esterno che interno, che mi ha portato a scrivere le parole che seguono:



Vorrei farti vedere
questo mare di pietra
compatto,
di un grigio
inaudito,
duro come un dolore sordo
senza parole
nè tenerezza
per sciogliersi.
Un mare come un cuore
sconfinato,
irraggiungibile,
chiuso in un mutismo
che il fragore delle onde
sulla spiaggia
in fondo
a malapena
sa dire.

10/24/2009

Gek in azione

Queste immagini sono puramente simboliche. Voglio dire che non hanno alcuna possibilità di rendere l'idea di ciò che è stato lo spettacolo di animazione di Gek Tessaro, che ha riempito di meraviglia, risate e —perchè non dirlo— commozione a tutti coloro che l'anno visto, a Controcaos in quel di Castelsardo. Non avevo mai sospettato che una lavagna luminosa potesse essere uno strumento così potente per trasmettere emozioni ed inventare mondi. Accompagnato dalla musica, Gek faceva muovere e ballare i suoi personaggi, accompagnando l'azione scenica —se così si può dire— con delle filastrocche in rima baciata recitate a memoria. Le cose più belle erano così rapide che diventavano irriproducibili per una macchina fotografica che ha rinunciato al flash (nella prima immagine l'effetto movimento era inevitabile, perchè i personaggi ballavano come indemoniati). In sintesi, una miscela di irresistibile ironia e di creatività poetica, come da molto tempo non ne trovavo messe insieme. Ho vissuto momenti di pura e semplice felicità, non scherzo.





Reading di "Accabadora", e incontro con Michela Murgia

In questo festival ho potuto assistere soltanto a uno dei reading previsti dal programma, con relativo incontro con autore o autrice, momenti che sono sempre tra quelli di maggiori interesse in un festival di creatività e letteratura. Venerdì sera, infatti, mi sono perso (accidenti a me) la lettura della Contessa di ricotta, di Milena Agus, e il colloquio tra l'autrice ed Enrico Euli, che secondo tutti i racconti ha fatto faville. Ha potuto di più il mio eccesso di zelo nel voler concludere il lavoro sui murales, a cui non avevo potuto partecipare il mattino.
Quindi non ho metri di paragone per valutare l'incontro con Michela Murgia, autrice di cui ancora non avevo letto niente. Insomma le mie orecchie erano vergini della sua prosa quando, la sera del sabato, ascoltavo la lettura di una selezione di pagine del suo recente "Accabadora", pubblicato da Einaudi. Mi ha impressionato il libro (quantomeno l'assaggio) e ancor più l'autrice. Che ha condotto tutto il colloquio da sola, raccontandosi in un modo enormemente sensibile, intelligente e concreto. Poi ho avuto la ventura di condividere con lei alcuni pasti, di parlare e ascoltare e scherzare e ridere insieme al resto degli invitati in momenti di disimpegno apparente. Sono diventato perfino, durante qualche ora, il suo autista di fiducia per le viuzze di Castelsardo. Previlegi enormi per una prima volta.

Laboratorio per bambini di Gek e Francesco

Gek Tessaro (nella prima foto, sulla destra, quasi di schiena) e Francesco Chiacchio (lui in piedi, con la barba, dalla parte opposta) sono due straordinari illustratori con cui ho avuto la fortuna di condividere l'esperienza del festival di Castelsardo. Insieme hanno organizzato un laboratorio per bambini da cui, nel giro di due ore, è venuta fuori una magnifica galleria di personaggi.





Personaggi e autori

Ecco una carrellata veloce di altri personaggi realizzati nel laboratorio di Gek Tessaro e Francesco Chiacchio (nella foto).


In alcuni casi si scorge anche l'autore (o autrice) del manufatto, come nel caso di Bianca, peraltro un po' mossa (sono gli inconvenienti di non usare il flash!)


Questo è il personaggio realizzato da Giusi Quarenghi (della quale si vede anche il piedino...)


Non posso evitare di riconoscermi un po' in questo gallo mezzo spennato e starnazzante, di autore (da me) sconosciuto...