5/14/2009

Per le strade di Girona

Il centro storico di Girona sarebbe tutto da fotografare: è un pullulare di bei balconi di ferro forgiato, di portali nobili in pietra più o meno scolpita, vicoletti deliziosi e dettagli di ogni sorta che richiamano lo sguardo a soffermarsi.


Questa porta corrisponde all'ufficio dell'Ombusdman, qui chiamato "difensore del popolo". Se l'abito fa il monaco, qui a Girona sono ben serviti.


Un'immagine senza importanza, se non fosse per la grazia con cui il guanto da lavoro è stato appoggiato sulla sommità della scopa...



Dettagli sui muri


Rondine sul muro, anzichè sul tetto. Forse non fa primavera, come recita il proverbio, ma ci sta bene, sul dorato immaginario di un tramonto. L'immagine è tratta da questa pittura murale, con delle begonie giganti, che partecipano anche loro della festa.


Sono, in generale, contrario al vandalismo, eppure no so per quale ragione mi attirano tanto questi muri istoriati da graffitari anonimi, che li usano come supporto per le loro scritture più o meno indecifrabili. Forse mi piace il risultato collettivo, l'accumulazioni di interventi di mani diverse, ciascuna con una intenzione propria, che poco o niente ha a che vedere con le altre, eppure vi si combina pressochè alla perfezione...


Un eccezionale esempio di riciclaggio grafico. Il riquadro recitava inizialmente "Segreteria", in caratteri eleganti e sottili. Poi un cambiamento di funzione ha imposto la dicitura "Porteria", in caratteri più grossi per coprire i precedenti. Peccato, però, che il numero di lettere era inferiore e le due parole non occupavano lo stesso spazio. L'ibrido ha creato una "sporteria" che farebbe, forse, le delizie di Stefano Benni...


Per finire, una felce che esplode in tutta la sua esuberanza dalla freddezza petrea di un cortile interno.

5/05/2009

Negozi


Due immagini tratte da un caffè che, se qualcuno aveva dei dubbi, si chiama "El café". Con Sergio, l'abbiamo adottato come base operativa e punto ufficiale di ristoro. Il grande specchio sulla parete permete di intravedere la decorazione del soffitto, una pioggia di fotografie quadrate il cui monotematico soggetto era, manco a dirlo, i fiori. Qui sotto, invece, un dettaglio del pavimento, con mattonelle antiche che io trovo ancora assai moderne.


Giusto davanti al caffé, c'è un antico "colmado", nome che si dà alle drogherie e che, letteralmente, vorrebbe dire "colmo"; e questo, a dire il vero, fa onore al suo nome. Proprio come nello slogan della Rai: di tutto, di più.



Una collezione di antichi manifesti cinematografici e, poco lontano, un campionario di tazze da thè in un negozio specializzato in questo genere di bevande.

4/25/2009

Ritratti cagliaritani


Zia Nanna con Marina. Parafrasando Michael Ende, potremmo chiamarla "la storia infinita", almeno per quel che riguarda la capacità di racconto (e di ascolto, nel caso di Marina...)


Tre cugini presi nella stessa rete. Un'altalena a forma di nido per i nostri tre piccoli deliziosi passerotti.


Tre donne, due generazioni... Interessante il contrasto tra l'indaffaramento delle più giovani, e la "presenza" della più anziana...


Le madri sono le uniche capaci di esprimere con un solo sguardo l'affetto e la riprovazione.

4/20/2009

Tramonto glauco e plenilunio


Skyline di Castello visto da Monti Urpinu, in un tramonto dal cielo indeciso. La Pasqua di quest'anno è stata insolitamente grigia e piovosa.


La festività pasquale è l'unica che combina il ciclo solare e quello lunare (una cosa che ho appreso dall'amico Martí Olivella): cade, infatti, nel primo fine settimana successivo al primo plenilunio posteriore all'equinozio di primavera. Ed ecco, infatti, una luna piena, sia pur seminascosta, che sono andato a fotografare dal faro di Calamosca.


Giochi d'ombre a Castello, vicino al Bastione di Sant Remy.

4/15/2009

Strade di Castello


Queste immagini sono il "bottino" di una passeggiata a castello insieme a Caterina, nei giorni attorno alla Pasqua. Questa portella del gas, o dell'acqua —chi lo sa?— mostrava dei grafismi quasi onirici... Qui sotto, una scritta che non passa inosservata... Disney colpisce ancora?


Il titolo potrebbe essere "Schizzo di cavallo". L'ho trovato su di una finestra salendo dal bastione verso la cattedrale.


Come studio d'arte è tutto un programma. Lo stile, a quanto pare, è informale.


Vasi di fiori per la strada, con protezioni colorate, davanti alla sede de "Is Mascareddas".

4/14/2009

Nuova visita a casa di Enrico


In questo viaggio pasquale, ci siamo potuti ritrovare con Enrico. Le visite a casa sua sono state, negli ultimi tempi, brevi e intense. Mi piace il disordine della sua casa, sempre autentico, creativo e perfino, ai miei occhi, estetico.


Il vero ascolto del saggio (sia pure via telefonino...)


Qui in basso, Enrico con una maschera da coccodrillo, portata dal suo viaggio recente in America latina. Il filosofo non demorde, e a volte perfino morde.

3/25/2009

Colloquio di Serge al CCCB


La sera del mercoledì, 25 marzo, Serge tiene una conferenza nell'atrio del Centre de Cultura Contemporània de Barcelona, all'interno del ciclo "now" (il giorno dopo, per esempio, la conferenziante era Susan George). Pienone assoluto, con presenza di un pubblico piuttosto variegato, ma anche della stampa. Santiago Vilanova ha fatto l'intervento di presentazione.


Bisogna dire che Serge, da buon 007 della decrescita, ha un'ottima presenza scenica.

3/21/2009

Escursione sulla montagna magica


La giornata del giorno dopo l'abbiamo trascorsa in giro per la montagna di Montserrat. Durante la salita, dal cremagliera si può godere di magnifiche viste sul monastero.


Serge si staglia sull'orizzonte...


Karin, al rientro, sotto un pruno fiorito.


Al ritorno dalla passeggiata ci siamo incrociati con un branco di una mezza dozzina abbondante di magnifici stambecchi, del tutto noncuranti dei visitatori che li fotografavano.


Presso la chiesa di Santa Cecilia, a mezza costa, non lontano dal convento delle benedettine, abbiamo trovato questo enorme pino divelto dalla furia del vento, durante una storica tempesta dello scorso mese di febbraio. Come questo, ce ne sono state migliaia in tutto il teritorio.

3/20/2009

Ritorno a Montserrat con Serge Latouche

Il 20 marzo siamo ritornati a Montserrat con Serge Latouche, che iniziava il suo secondo ciclo di conferenze in Catalogna. Stavolta avevamo preparato un incontro con la comunità dei monaci, grazie all'amico Oriol e alla sua amicizia con Joan Carles Elvira, attuale priore della comunità. Con lui, abbiamo potuto visitare l'impressionante biblioteca, sui cui tavoli di studio si può vedere intarsiato il simbolo della montagna di Montserrat (il cui significato è "monte seghettato").


La foto di gruppo l'ho scattata al termine della conversazione che abbiamo tenuto all'ora del caffè, dopo il pranzo in comunità, con un gruppo di monaci, interessati al tema. Joan Carles è il secondo cominciando da sinistra.


Prima del pranzo, abbiamo fatto una breve visita alla basilica, della quale ho rubato un dettaglio del soffitto e un altro del pavimento ligneo del coro.


3/15/2009

Incontro con Boaventura de Sousa Santos

Il 15 marzo, grazie ai buoni auspici di Giovanni Allegretti, il cugin-etto (cugino architetto) che ora fa ricerca presso il Centro de Estudos Sociais, dell'Università di Coimbra, ho conosciuto e intervistato, insieme all'amico Oriol Leira, a Boaventura de Sousa Santos, direttore del suddetto centro, una vera e propria eminenza della sociologia altermondialista dei nostri tempi. È stata una conversazione del massimo interesse, di quelle che verrebbero segnalate con tre stelle in una ipotetica guida Michelin dell'eccellenza intellettuale. Peccato che le foto, invece, sono di qualità pessima, soprattutto per la poca luce della sala che l'hotel Raval Barceló ci ha messo a disposizione (molto gentilmente, va detto) per fare l'intervista. Però il ricordo è, per me, luminosissimo.







Durante l'attesa, ho scattato una fotografia ad un appendiabiti in stile retro di questo hotel che vuole marcare tendenza...


1/01/2009

Primo gennaio al "castanyer gros de'n Cuc"

Ecco una carrellata di immagini del più grande albero di castagno —nonchè una delle piante plurisecolari di maggior dimensione— della Catalogna. Per farlo entrare più o meno tutto nel piccolo obbiettivo della mia macchina fotografica, mi sono dovuto allontanare una cinquantina di metri. Il castagno è sopravvissuto ad un incendio che ne ha vuotato la parte interna, dove si può comodamente passare la notte al coperto (ma era troppo buio per fare foto). Pare che, in effetti, sia stato usato a lungo come "residenza" da persone che vivevano nel bosco. Questo esemplare si trova nel municipio di Cànoves i Samalús, a due passi da la Garriga, in una magnifica zona di boschi. Siamo venuti qui insieme a Núria (che si vede anche, molto in piccolo, in un paio di fotografie), in una lunga passeggiata che è stato un modo meraviglioso ed indimenticabile di cominciare questo anno 2009.